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Guida sulla classificazione della rarità e della reperibilità

Classificazione per Rarità e Reperibilità

 

Definire la rarità di una banconota è un’operazione solo apparentemente semplice: al contrario di quanto si potrebbe inizialmente pensare, la reperibilità non è strettamente collegata alla sola tiratura.

I fattori che determinano la rarità sono molteplici e possono dipendere da particolari vicende storiche, dalla richiesta, dagli esemplari stampati ecc. Ad esempio, un biglietto molto comune potrebbe divenire raro per un improvviso incremento della richiesta o, viceversa, un cospicuo ritrovamento potrebbe momentaneamente rendere di facile reperibilità un biglietto inizialmente raro.

In sintesi, il mercato, inteso come rapporto tra domanda e offerta, è il fattore che, sostanzialmente, determina la rarità di una banconota. Può quindi succedere che un biglietto di cui sono noti molti esemplari possa risultare più raro di uno di cui ne sono noti pochi, esclusivamente perché il numero di collezionisti del primo è maggiore rispetto al secondo.

Nelle inserzioni di Cartamoneta.com è sempre riportata la rarità dell’esemplare proposto secondo gli acronimi che seguono.

Sigle indicative della classificazione della rarità e reperibilità :

C3 = Comunissimo

C2 = Molto Comune

C = Comune

NC = Non Comune

R = Raro

R2 = Molto Raro (non sempre reperibile)

R3 = Rarissimo (non facilmente reperibile)

R4 = Estremamente Raro (difficilmente reperibile)

R5 = Della Massima Rarità (introvabile)

U = Unico (unico esemplare conosciuto)

NR = Non Riconosciuto (solo notizie bibliografiche)

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